
L’assenza di controllo e l’abbandono alla casualità giocano un ruolo importante a partire dai movimenti d’avanguardia del Novecento fino ai giorni nostri. Dadaismo, Surrealismo ed Action Painting hanno inaugurato un’epoca di sperimentazioni sull’influsso del caso, dell’inconscio e della gestualità sull’opera d’arte. L’utilizzo dell’apparecchio fotografico e della videocamera, a partire dagli Anni Sessanta, consente agli artisti di rapportarsi con supporti che tendono progressivamente ad annullare il valore di autorialità. “Non è importante che il fotografo sappia vedere, la macchina fotografica vede per lui”, scriveva in quegli anni Franco Vaccari. Da queste premesse, Luca Panaro in Casualità e controllo. Fotografia, video e web, pubblicato da postmedia books, intraprende un percorso teorico attraverso le esperienze seminali dell’arte contemporanea in relazione con i concetti di aleatorietà e prevedibilità. Casey Reas, Alessandra Spranzi, Douglas Huebler, Roberto Cuoghi, Carlo Zanni e Brian Eno sono alcuni degli artisti presi in considerazione: dall’annichilimento dell’identità dell’artista, passando attraverso la massima oggettivazione delle registrazioni on line, fino ai concetti di un’arte auto-generativa.