Martedì 6 marzo inaugura a Palazzo Barberini la mostra Curiose riflessioni. Jean-François Niceron, le anamorfosi e la magia delle immagini, a cura di Maurizia Cicconi e Michele Di Monte.

L’esposizione, incentrata sulle opere dell’artista conservate al museo, si inserisce nel progetto di valorizzazione delle collezioni permanenti e in un programma di divulgazione didattica e scientifica che nel 2018 è dedicato ai rapporti tra Arte, Geometria e Matematica.
In mostra alcuni esemplari dei cosiddetti dipinti anamorfici, leggibili solo con una distorsione sapientemente ricercata attraverso particolari lenti e alcune opere didascaliche sulla magie artificielle, estremamente in voga nel Seicento.

oil on canvas
Palazzo Barberini, Rome, Italy
Jean-François Niceron (1613 – 1646) è stato uno scienziato francese.
Jean-François Niceron, nativo di Parigi, fu professore di matematica nel convento dei Minimi a Roma (Trinità dei Monti). I suoi interessi per la filosofia naturale si concentrarono in modo particolare sui problemi relativi all’ottica geometrica e alla prospettiva, ai quali dedicò un’opera fortunata (La perspective curieuse ou Magie artificielle des effets merveilleux, Parigi, 1638). Trascorse buona parte della vita a Roma, contribuendo a diffondere in Italia le opere dei principali matematici francesi contemporanei.

Il volume Prospettiva, catottrica e magia artificiale affronta, per la prima volta in ambito scientifico mondiale, l’opera prospettica ed artistica del Padre minimo Jean François Niceron (1613-1646), la cui vita si espresse in un arco temporale assai breve – solo 33 anni –, ma denso di eventi politici e culturali, riflessi in opere che si offrono oggi agli occhi dell’osservatore contemporaneo come straordinarie sciarade, in bilico tra rigore matematico e gusto per il meraviglioso e lo stupefacente. Autore di due trattati (il secondo dei quali edito postumo) che sono divenuti pietre miliari negli studi sulla prospettiva seicentesca – La perspective curieuse (Parigi 1638) e il Thaumaturgus opticus (Parigi 1646) –, Niceron sviluppò sin da giovanissimo un suo mondo espressivo che si tradusse in opere dai forti connotati decettivi: anamorfosi catottriche, giochi rifrattivi e dipinti murari accelerati prospetticamente, per citarne solo alcune tipologie.
La biografia dell’autore delinea una vita, sospesa tra Francia e Italia, impegnata sia nei dibattiti che si svilupparono nei più importanti circoli culturali e scientifici dei due paesi, che nelle incombenze teologiche e religiose previste dal suo Ordine religioso di afferenza. L’autore fu affascinato per tutta la sua esistenza dall’idea che nella natura si nascondesse un codice segreto divino di cui la matematica, e in primis l’ottica, potevano farsi interpreti, elaborando un lessico espressivo che attraverso la magia artificiale ne riproducesse la segreta natura configurativa, le leggi formanti del suo farsi e del suo divenire. Il suo percorso gnoseologico attraversò i sentieri del pensiero cartesiano e hobbesiano, le sue opere spesso divenendo uno specchio fedele di coeve posizioni filosofiche, pur tuttavia conservando una loro autonomia stilistica, sia nei contenuti che nella forma.

Curiose riflessioni. Jean-François Niceron, le anamorfosi e la magia delle immagini
a cura di Maurizia Cicconi e Michele Di Monte
martedì 6 marzo 2018, ore 11.00
Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini
Roma, via delle Quattro Fontane 13
Saranno presenti:
Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, Maurizia Cicconi e Michele Di Monte, curatori della mostra.
Per maggiori info: http://www.barberinicorsini.org