Đặng Xuân Hoà, Hà Trí Hiếu, Hồng Việt Dũng, Phạm Quang Vinh e Trần Lương sono i cinque artisti che compongono il collettivo Gang of Five, che ha aperto le porte del Vietnam all’arte contemporanea e internazionale
Il gruppo di 5 artisti provenienti da Hanoi raggiunge il successo all’inizio degli anni ’90, quando il loro atteggiamento “ribelle” gli regala il soprannome di Gang of five (ispirato, ma senza alcuna appartenenza, al gruppo politico cinese Gang of four). Sono i primi artisti vietnamiti ad ottenere dei riconoscimenti all’estero. Dopo aver portato avanti ciascuno la propria ricerca e la carriera artistica in Vietnam e nel mercato internazionale, nel 2015 tornano a lavorare insieme.

I cinque artisti hanno studiato all’Accademia di belle arti, fondata dal governo coloniale francese seguendo il modello dell’Ecole des beaux arts di Parigi. L’influenza dell’arte occidentale fu quindi un fattore molto importante nella fase della loro formazione. Ma forte è stata anche l’impronta lasciata dalla cultura e dall’arte locale dei villaggi Vietnamiti. Lì hanno vissuto per lunghi periodi, quando molti vietnamiti si trasferirono in campagna a causa delle politiche di evacuazione delle città. Lì trovarono ispirazione grazie al loro innato interesse per la ricerca di un’identità Vietnamita, cui si avvicinarono con lo studio delle pratiche artistiche tradizionali (studio che era stato iniziato già dalle generazioni precedenti, in modo particolare da Nguyen tu Nghiem e Nguyen Sang). Sullo sfondo del loro percorso artistico il clima politico del Vietnam, che a quel tempo condizionava fortemente l’arte. Dopo la riunificazione e prima della stagione che li ha visti protagonisti, infatti, l’arte Vietnamita era dominata dal Realismo Socialista, che celebrava la collettività rispetto all’individuo, che proibiva qualsiasi forma di espressione pubblica di sentimenti personali (eccetto quando coincideva con la causa nazionale). Dopo la riforma economica Doi Moi (1986) l’ambiente iniziò a cambiare e loro furono tra i primi artisti che si avventurarono verso qualcosa di diverso.
Gang of Five Chancing Modern è un progetto d’arte curato da Lê Thuận Uyên, che è stato presentato negli spazi di Vietnam Film Studio da Art Vietnam, Hanoi (2017), e The Factory Contemporary Arts Centre, Saigon (estate 2018). Si è trattato di una delle pochissime retrospettive di artisti vietnamiti del XX secolo, mai organizzata prima nel paese. Le due mostre hanno ripercorso le tappe dell’attività artistica dei 5 artisti lunga tre decadi e contemporaneamente hanno mostrato quanto accadeva nello scenario artistico vietnamita di quegli anni.
A Saigon sono stati esposti i vecchi lavori più significativi per capire le caratteristiche del loro stile e le tappe più importanti della carriera artistica (dal 1990 al 2000), insieme al materiale video e i disegni d’archivio che hanno mostrato i cambiamenti nel loro percorso. Protagonisti circa 40 dipinti, numerose riviste e interviste storiche, immagini di archivio, film documentari e un pannello che ripercorreva la nascita, lo sviluppo e il ricongiungimento del Gruppo. La mostra ad Hanoi, invece, ha mostrato i lavori più recenti.

Intervista con Le Thuan Uyen, curatrice della mostra Changing Modern, Gang of Five
I Gang of Five sono famosi perché creavano lavori audaci descrivendo in modo concettuale le emozioni personali ed altrettanto perché esploravano diverse forme di espressione artistica (per tema, tavolozza di colori e materiali), distanti dalla tradizione del Realismo Sociale prevalente nell’arte vietnamita fino alla metà degli anni ’80. Se dovessi descrivere con una sola frase in cosa si distingue ciascuno dei cinque artisti, sceglierei queste:
Đặng Xuân Hòa dispone spesso i suoi motivi in un ordine caotico, improvvisando in uno spazio disordinato, inserendo delle distorsioni, con l’innocenza di un bambino. I dipinti di Hòa hanno una tavolozza di colori delicati, ma con un grande impatto visivo.

Hồng Việt Dũng non ha preso assolutamente in considerazione l’arte moderna come fecero i suoi compagni ed è andato invece direttamente verso un realistico stile di pittura onirico impregnato di una classica atmosfera romantica orientale.
A rendere unici i dipinti ad olio di Hà Trí Hiếu è la simbiosi che riesce a creare tra elementi romantici ed espressionistici, tra forme naïf e colori scelti in modo impulsivo, a cui si aggiunge una raffinata comprensione dell’impalpabilità della luce.

I dipinti di Phạm Quang Vinh, che siano autoritratti, ritratti o paesaggi, spesso evocano una sottile introspezione poetica. L’intenso colore deciso dei dipinti e la complessa combinazione di diverse tecniche dal pastello e alla gouache su carta, dalla lacca alla pittura ad olio… sono tutti riferimenti alle diverse e multi-sfaccettate dimensioni della vita.

Il lavori di Trần Lương si confrontano con il mondo della classe operaia e i problemi che ruotano intorno al suo ambiente, come pure con i cambiamenti nella società. Trần Lương è però molto attivo in diversi ambiti dello scenario artistico vietnamita. Nel ruolo di curatore, infatti, incoraggia i suoi allievi a superare i limiti e ad andare oltre la pratica convenzionale, tratta con le autorità per superare i vincoli della censura e favorire così gli scambi tra il Vietnam del Nord, del Centro e del Sud.
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